C’ era un fanciullo vestito di nero

che si contava le costole

in fondo ad una camera chiusa

nella dolcezza della sera

 

c’ era un cane grosso come la disperazione

che aveva perso una zampa

sognando i resti che avanzavano

da un pranzo ufficiale

 

c’ era un soldato dal portamento drammatico

che ingoiava le pallottole del suo fucile

per non vedere più ai suoi piedi

donne morire, col figlioletto in braccio

 

c’ era una prigione tutta bianca

con una cella tutta nera

dove uomini, dimentichi del loro nome,

erano rinchiusi e mai processati

 

c’ era una donna dallo sguardo spento

in attesa dei suoi undici figli

sulla strada del cimitero

dove non aveva potuto seppellirli

 

c’ era una voce bella come la vita

che cantava la libertà su di un’ aria

che suonava come un incubo

nell’ orecchio del condannato a morte.

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