LAVORO CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO FARE O STIPENDI CON CUI NON POSSONO PIU’ VIVERE?

E’ un luogo comune ricorrente con cui di volta in volta imprenditori in cerca di manodopera a basso costo, sinistroidi ipergarantisti e chi lucra sull’ immigrazione selvaggia giustificano l’ eccessivo impiego di lavoratori extracomunitari a scapito dei disoccupati italiani: gli stranieri farebbero quei lavori che gli italiani non vogliono fare più. Un luogo comune, certo, ed anche abbastanza infondato, su cui in genere si fa spallucce quando a pronunciarlo è la studentella alternativa che si comporta come una negra, ascolta musica da negri, veste come una negra ma intanto si crogiola in tutti gli agi tipici delle società occidentali capitaliste. Ma se questo luogo comune viene ripreso da un giornale come IL SOLE 24 ORE e venduto come sacrosanta verità a supporto di un sondaggio, allora veramente c’ è di che preoccuparsi. Specie se la stessa testata giornalistica dà consigli su come passare indenni ai controlli straordinari che il Fisco sta attuando sui miliardari autocertificatisi nullatenenti, come i blitz di Cortina e Roma. Che fosse il giornale della Finanza lo si sapeva già, ma che diventasse un giornale criminale che, oltre al già citato articolo su come eludere il fisco, pubblica notizie falsate che servono solo a nascondere un problema tanto grave, come quello della disoccupazione e dei salari miserabili, francamente gli italiani onesti non lo desideravano.

E come non definire criminale l’ affermare che ci sarebbero degli italiani vagabondi e sfaccendati che non vogliono lavorare? Perchè è questo che l’ autore di quell’ articolo lascia intendere: i disoccupati italiani sarebbero tali perchè non avrebbero voglia di lavorare, e quindi i poveri imprenditori, quelli che ancora non hanno portato la loro attività in Cina dove pagano i lavoratori con una ciotola di riso, sarebbero costretti ad assumere gli extracomunitari!

Bè, se ci fossero i bravi giornalisti d’ assalto di una volta, quelli che facevano le inchieste per la strada e non in ufficio, probabilmente qualcuno di questi giornalisti avrebbe provato a farsi assumere in un’ impresa edile, o agricola, o in un ristorante come cameriere o aiutante di cucina, e poi avrebbe fatto un vero articolo su come sia difficile vivere lavorando quasi sempre in nero, o con contratti part-time quando le ore lavorative sono otto, nove, dieci; guadagnando anche solo 700-800 euro e magari dovendo mantenere moglie, figli e tutte le spese quotidiane che non mi metto ad elencare. E magari, un vero giornalista, avrebbe scritto di come questi lavoratori debbano pagare tasse per redditi che non percepiscono; ad esempio: il datore di lavoro dichiara di pagare un operaio 1600 euro al mese, quando invece gliene dà solo 900. Dichiara inoltre di versagli la tredicesima mensilità, quando non gli regala neanche il panettone. Ecco quindi che il lavoratore dichiarerà un reddito netto annuale di 20800 euro e verrà considerato dal fisco in quella fascia di reddito, ma in realtà ne guadagna solo 10800. Al contrario, il datore di lavoro beneficierà degli sgravi per dei salari che non ha mai pagato. Chissà quanti sono gli imprenditori che dichiarano di guadagnare meno dei loro dipendenti!

Chi ha lavorato o lavora in queste condizioni, si ritroverà senza dubbio in queste parole, mentre chi non ha mai avuto la sfortuna di subire ciò, probabilmente penserà ad una mia esagerazione e non ci crederà: ebbene, si stropicci gli occhi, perchè la prassi, sopratutto nel Sud Italia, è questa. Io stesso ho lavorato con contratti part-time a fronte di  impegni a tempo pieno, e mi è capitato un paio di volte di dover dichiarare il falso ai controlli della polizia o dell’ ispettorato del lavoro per proteggere il “benefattore” che mi dava lavoro!

Non è mia intenzione criticare l’ attendibilità del sondaggio de IL SOLE 24 ORE, secondo cui, per ogni italiano che si ritira dall’ attività lavorativa, due nuovi assunti sono extracomunitari. Il 38% degli  operai extracomunitari è specializzato, mentre il 14% svolge lavori per i quali non occorrono particolari requisiti (sempre secondo dati de IL SOLE 24 ORE). I settori in cui si preferisce assumere extracomunitari piuttosto che italiani sono agricoltura, industria e ristorazione.

La notizia fallace e fuorviante sta nell’ affermazione che gli extracomunitari fanno i lavori che non vogliono fare i disoccupati italiani. NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO!! Perchè, altrimenti, un ragazzo studierebbe 5 anni all’ istituto alberghiero, se poi si rifiutasse di fare il cameriere, il cuoco, il barman? E prendo ad esempio il settore ristorativo in quanto è uno dei settori in cui noi italiani ci siamo sempre distiniti per i livelli di eccellenza raggiunti. Perchè il proprietario di un ristorante dovrebbe assumere come cameriere un africano semianalfabeta quando ci sono migliaia di ragazzi italiani che ogni anno escono diplomati dagli istituti alberghieri?  Semplice: perchè l’ extracomunitario farà quel lavoro per quattro soldi e non denuncerà mai il suo datore di lavoro!

E’ logico ed assolutamente comprensibile che, dal momento che oggi  quasi nessuno si ferma con gli studi alla terza media, le aspirazioni lavorative siano più alte. Ancora più comprensibile è rifiutare un lavoro da manovale edile a 700 euro al mese se si è giovani, scapoli e si vive con i genitori. E’ insultante ed umiliante sentirsi proporre certi stipendi da fame, ma sono tanti i giovani che li accettano, sopratutto se hanno famiglia a carico. E sono centinaia di migliaia, in tutta Italia, i laureati che fanno un lavoro diverso e meno qualificato rispetto  a quello per il quale hanno studiato.

Sono straconvinto che un laureato disoccupato non si farebbe alcun problema ad andare a raccogliere i pomodori , se venisse pagato anche 1000 euro al mese. Ma è chiaro che, raccogliere i pomodori per 10 ore al giorno, con un contratto(quando c’ è) valido al massimo come carta da culo e per 600 euro mensili è una mansione che solo chi è estremamente disperato può svolgere. E se fino a pochi anni fa questo genere di sfruttamento veniva subito dai lavoratori di manovalanza agricola o edile, oggi viene via via esteso anche  a tipologie lavorative dove è richiesto un livello di specializzazione più elevato.

Per la maggior parte dei giovani italiani non rimane dunque che scegliere fra un lavoro  frustante, sottopagato, precario, che li porterà a vivere in povertà e ad invecchiare in totale miseria, o indebitarsi fino al collo (chi ha la fortuna di poterlo fare, poichè per accederee ad un credito bancario bisogna dare delle garanzie spesso spropositate) e lavorare in proprio. E magari sentirsi di volta in volta dare dei bamboccioni da Padoa-Schioppa, degli sfigati dall’ attuale viceministro del lavoro che non ha fatto niente di così utile alla società perchè io possa ricordarne il nome, o magari sentirsi dire dal premier Mario Monti che il posto fisso è monotono: avrà anche ragione lui, ma finchè l’ alternativa alla monotonia del posto fisso rimane la disperazione dello sfruttamento o della disoccupazione, non penso che il suo ragionamento sia credibile.

Ritornando a noi, e traendo le conclusioni, questo articolo non è assolutamente contro gli extracomunitari. Costoro hanno avuto la sfiga di essere anche più disperati dei disoccupati italiani, e quindi sono più vulnerabili e sfruttabili. Questo articolo è un grido di indignazione contro chi favorisce questo stato di cose, ossia quegli imprenditori che ne traggono vantaggio, e contro chi, incoscientemente, giustifica questo malcostume affermando che gli italiani si rifiuterebbero di fare certi lavori, e scrive ciò per un giornale che fa opinione pubblica, motivo per cui dovrebbe andare cauto con certi articoli, ed invece ti ritrovi consigli su come evadere le tasse in grande stile e mortificazioni verso gli onesti lavoratori italiani.

m78dablogger

 

 

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