CRISI. VARATE LE MISURE A SOSTEGNO DI IMPRESE E FAMIGLIE

Ecco una mappa delle misure a sostegno del credito per aziende e famiglie avviate durante la crisi. L’elenco ripercorre le principali iniziative, secondo il quadro riportato nello studio della Banca d’Italia ‘L’accesso al credito in tempo di crisi’. Di seguito gli interventi a favore delle imprese:

– AVVISO COMUNE: sospensione del pagamento della quota capitale delle rate o dei canoni relativi ad operazioni di mutuo (per 12 mesi) o di leasing; l’allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine. Lo strumento è rivolto alle Piccole e medie imprese. Fino a settembre 2011, secondo i dati Abi, le operazioni realizzate sono state oltre 225.000 per un valore complessivo di debiti residui di 65,2 miliardi, per circa tre quarti rappresentati da mutui.

– PLAFOND PMI DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI: utilizza la provvista derivante dal risparmio postale per erogare alle banche finanziamenti finalizzati alla concessione di prestiti a medio e lungo termine. Gli 8 miliardi messi a disposizione dalla Cdp sono stati interamente stipulati dalle banche. Fino a metà settembre 2011 sono stati erogati al sistema bancario 5,9 miliardi.

– FONDO CENTRALE DI GARANZIA: rappresenta una misura strutturale potenziata durante la crisi, riguarda la concessione di una garanzia pubblica a fronte di operazioni finanziarie finalizzate all’attività di impresa. Dall’avvio dell’operatività, all’inizio dello scorso decennio, fino a settembre 2011, il Fondo ha effettuato circa 174.000 operazioni attivando quasi 32 miliardi di nuovi finanziamenti per un importo garantito complessivo di 17 miliardi.
Tra gli altri interventi a favore delle imprese ci sono anche: TREMONTI BOND, INTERVENTO BEI ed EXPORT BANCA). Invece, per le famiglie sono queste le iniziative avviate:

– PIANO PER LE FAMIGLIE: sospensione del pagamento delle rate del mutuo per almeno 12 mesi per famiglie in difficoltà. In base ai dati forniti dall’Abi, relativi al 30 settembre, il numero di mutui sospesi è pari a 52.126 e il valore del debito residuo ammonta a 6,5 miliardi; complessivamente la maggiore liquidità di cui le famiglie hanno usufruito grazie al provvedimento è stata pari a 385 milioni, con l’ammontare dei mutui oggetto di sospensione pari all’1,5% di quelli in essere.

– FONDO SOLIDARIETÀ MUTUI PRIMA CASA: i fondi stanziati per il 2011, 20 milioni, sono stati completamente utilizzati in circa sei mesi; ne hanno tratto beneficio circa 5.000 mutuatari. Il decreto ‘Salva Italia’ ha rinnovato il provvedimento per i due anni successivi, con una dotazione di 10 milioni per anno.

– FONDO PER I PRESTITI ALLE FAMIGLIE CON NUOVI NATI: è uno strumento operativo dal 2010 tramite il quale al 18 novembre 2011 erano stati concessi finanziamenti a circa 21 mila famiglie per un totale di 116 milioni di euro.
Tra gli altri strumenti in aiuto alle famiglie anche il FONDO PER L’ACCESSO AL MUTUO PRIMA CASA DELLE GIOVANI COPPIE e il FONDO DI GARANZIA PER GLI STUDENTI

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C’ era un fanciullo vestito di nero

che si contava le costole

in fondo ad una camera chiusa

nella dolcezza della sera

 

c’ era un cane grosso come la disperazione

che aveva perso una zampa

sognando i resti che avanzavano

da un pranzo ufficiale

 

c’ era un soldato dal portamento drammatico

che ingoiava le pallottole del suo fucile

per non vedere più ai suoi piedi

donne morire, col figlioletto in braccio

 

c’ era una prigione tutta bianca

con una cella tutta nera

dove uomini, dimentichi del loro nome,

erano rinchiusi e mai processati

 

c’ era una donna dallo sguardo spento

in attesa dei suoi undici figli

sulla strada del cimitero

dove non aveva potuto seppellirli

 

c’ era una voce bella come la vita

che cantava la libertà su di un’ aria

che suonava come un incubo

nell’ orecchio del condannato a morte.

salentopulpblog

Noi italiani in generale, e noi salentini in particolare, conosciamo bene cos’ è l’ emigrazione. Lo sappiamo per averla vissuta, magari direttamente, essendo stati costretti, nella vita, ad abbandonare la nostra terra natia per cercare condizioni di lavoro migliori. E non importa se non ci siamo spostati in un’ altra nazione, ma solo in una diversa città italiana: chi ci ha provato, sa che l’ Italia non è una nazione omogenea, e bastano poche centinaia di chilometri per sentirsi stranieri, e per tornare a pensare a questo lembo di terra, a cui la natura ha voluto concedere un clima dolce ed a misura d’ uomo, ma a dove  i suoi abitanti non sono ancora riusciti a creare le condizioni per cui tutti i nati qui possano vivere decentemente del loro lavoro. Peggio di noi se la dovettero passare i nostri padri e nonni, che, con la valigia di cartone, partivano 

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In Difesa della Sperimentazione Animale

Ho dato un’occhiata a “L’Imperatrice nuda”.

Qual è la tesi fondamentale di Hans Reusch? Ritiene che l’applicazione del metodo scientifico e sperimentale alla ricerca in campo biologico e medico sia inutile. Niente di più e niente di meno (salvo poi dichiarare che la “vivisezione” è una truffa scientifica. E che te ne frega? Tu sei contro la scienza!).

A questo scopo, parla come di un innamorato di medici come Ippocrate, della medicina orientale, dell’uso delle croste vaiolose in Cina per vaccinarsi e via discorrendo con altri rimedi della nonna. Sembra insomma disconoscere alla sistematizzazione e all’ordinazione dei metodi terapeutici, oltre che della conoscenza scientifica sul funzionamento dell’organismo, qualsiasi utilità. Ma sarà un caso, comunque, che anche lo stesso Ippocrate (sìsì, è quello del giuramento) praticasse beatamente la dissezione di animali vivi? In realtà la scuola alessandrina andrà ben oltre, dissezionando anche gli esseri umani vivi… Oppure viva la medicina cinese!…

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LAVORO CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO FARE O STIPENDI CON CUI NON POSSONO PIU’ VIVERE?

E’ un luogo comune ricorrente con cui di volta in volta imprenditori in cerca di manodopera a basso costo, sinistroidi ipergarantisti e chi lucra sull’ immigrazione selvaggia giustificano l’ eccessivo impiego di lavoratori extracomunitari a scapito dei disoccupati italiani: gli stranieri farebbero quei lavori che gli italiani non vogliono fare più. Un luogo comune, certo, ed anche abbastanza infondato, su cui in genere si fa spallucce quando a pronunciarlo è la studentella alternativa che si comporta come una negra, ascolta musica da negri, veste come una negra ma intanto si crogiola in tutti gli agi tipici delle società occidentali capitaliste. Ma se questo luogo comune viene ripreso da un giornale come IL SOLE 24 ORE e venduto come sacrosanta verità a supporto di un sondaggio, allora veramente c’ è di che preoccuparsi. Specie se la stessa testata giornalistica dà consigli su come passare indenni ai controlli straordinari che il Fisco sta attuando sui miliardari autocertificatisi nullatenenti, come i blitz di Cortina e Roma. Che fosse il giornale della Finanza lo si sapeva già, ma che diventasse un giornale criminale che, oltre al già citato articolo su come eludere il fisco, pubblica notizie falsate che servono solo a nascondere un problema tanto grave, come quello della disoccupazione e dei salari miserabili, francamente gli italiani onesti non lo desideravano.

E come non definire criminale l’ affermare che ci sarebbero degli italiani vagabondi e sfaccendati che non vogliono lavorare? Perchè è questo che l’ autore di quell’ articolo lascia intendere: i disoccupati italiani sarebbero tali perchè non avrebbero voglia di lavorare, e quindi i poveri imprenditori, quelli che ancora non hanno portato la loro attività in Cina dove pagano i lavoratori con una ciotola di riso, sarebbero costretti ad assumere gli extracomunitari!

Bè, se ci fossero i bravi giornalisti d’ assalto di una volta, quelli che facevano le inchieste per la strada e non in ufficio, probabilmente qualcuno di questi giornalisti avrebbe provato a farsi assumere in un’ impresa edile, o agricola, o in un ristorante come cameriere o aiutante di cucina, e poi avrebbe fatto un vero articolo su come sia difficile vivere lavorando quasi sempre in nero, o con contratti part-time quando le ore lavorative sono otto, nove, dieci; guadagnando anche solo 700-800 euro e magari dovendo mantenere moglie, figli e tutte le spese quotidiane che non mi metto ad elencare. E magari, un vero giornalista, avrebbe scritto di come questi lavoratori debbano pagare tasse per redditi che non percepiscono; ad esempio: il datore di lavoro dichiara di pagare un operaio 1600 euro al mese, quando invece gliene dà solo 900. Dichiara inoltre di versagli la tredicesima mensilità, quando non gli regala neanche il panettone. Ecco quindi che il lavoratore dichiarerà un reddito netto annuale di 20800 euro e verrà considerato dal fisco in quella fascia di reddito, ma in realtà ne guadagna solo 10800. Al contrario, il datore di lavoro beneficierà degli sgravi per dei salari che non ha mai pagato. Chissà quanti sono gli imprenditori che dichiarano di guadagnare meno dei loro dipendenti!

Chi ha lavorato o lavora in queste condizioni, si ritroverà senza dubbio in queste parole, mentre chi non ha mai avuto la sfortuna di subire ciò, probabilmente penserà ad una mia esagerazione e non ci crederà: ebbene, si stropicci gli occhi, perchè la prassi, sopratutto nel Sud Italia, è questa. Io stesso ho lavorato con contratti part-time a fronte di  impegni a tempo pieno, e mi è capitato un paio di volte di dover dichiarare il falso ai controlli della polizia o dell’ ispettorato del lavoro per proteggere il “benefattore” che mi dava lavoro!

Non è mia intenzione criticare l’ attendibilità del sondaggio de IL SOLE 24 ORE, secondo cui, per ogni italiano che si ritira dall’ attività lavorativa, due nuovi assunti sono extracomunitari. Il 38% degli  operai extracomunitari è specializzato, mentre il 14% svolge lavori per i quali non occorrono particolari requisiti (sempre secondo dati de IL SOLE 24 ORE). I settori in cui si preferisce assumere extracomunitari piuttosto che italiani sono agricoltura, industria e ristorazione.

La notizia fallace e fuorviante sta nell’ affermazione che gli extracomunitari fanno i lavori che non vogliono fare i disoccupati italiani. NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO!! Perchè, altrimenti, un ragazzo studierebbe 5 anni all’ istituto alberghiero, se poi si rifiutasse di fare il cameriere, il cuoco, il barman? E prendo ad esempio il settore ristorativo in quanto è uno dei settori in cui noi italiani ci siamo sempre distiniti per i livelli di eccellenza raggiunti. Perchè il proprietario di un ristorante dovrebbe assumere come cameriere un africano semianalfabeta quando ci sono migliaia di ragazzi italiani che ogni anno escono diplomati dagli istituti alberghieri?  Semplice: perchè l’ extracomunitario farà quel lavoro per quattro soldi e non denuncerà mai il suo datore di lavoro!

E’ logico ed assolutamente comprensibile che, dal momento che oggi  quasi nessuno si ferma con gli studi alla terza media, le aspirazioni lavorative siano più alte. Ancora più comprensibile è rifiutare un lavoro da manovale edile a 700 euro al mese se si è giovani, scapoli e si vive con i genitori. E’ insultante ed umiliante sentirsi proporre certi stipendi da fame, ma sono tanti i giovani che li accettano, sopratutto se hanno famiglia a carico. E sono centinaia di migliaia, in tutta Italia, i laureati che fanno un lavoro diverso e meno qualificato rispetto  a quello per il quale hanno studiato.

Sono straconvinto che un laureato disoccupato non si farebbe alcun problema ad andare a raccogliere i pomodori , se venisse pagato anche 1000 euro al mese. Ma è chiaro che, raccogliere i pomodori per 10 ore al giorno, con un contratto(quando c’ è) valido al massimo come carta da culo e per 600 euro mensili è una mansione che solo chi è estremamente disperato può svolgere. E se fino a pochi anni fa questo genere di sfruttamento veniva subito dai lavoratori di manovalanza agricola o edile, oggi viene via via esteso anche  a tipologie lavorative dove è richiesto un livello di specializzazione più elevato.

Per la maggior parte dei giovani italiani non rimane dunque che scegliere fra un lavoro  frustante, sottopagato, precario, che li porterà a vivere in povertà e ad invecchiare in totale miseria, o indebitarsi fino al collo (chi ha la fortuna di poterlo fare, poichè per accederee ad un credito bancario bisogna dare delle garanzie spesso spropositate) e lavorare in proprio. E magari sentirsi di volta in volta dare dei bamboccioni da Padoa-Schioppa, degli sfigati dall’ attuale viceministro del lavoro che non ha fatto niente di così utile alla società perchè io possa ricordarne il nome, o magari sentirsi dire dal premier Mario Monti che il posto fisso è monotono: avrà anche ragione lui, ma finchè l’ alternativa alla monotonia del posto fisso rimane la disperazione dello sfruttamento o della disoccupazione, non penso che il suo ragionamento sia credibile.

Ritornando a noi, e traendo le conclusioni, questo articolo non è assolutamente contro gli extracomunitari. Costoro hanno avuto la sfiga di essere anche più disperati dei disoccupati italiani, e quindi sono più vulnerabili e sfruttabili. Questo articolo è un grido di indignazione contro chi favorisce questo stato di cose, ossia quegli imprenditori che ne traggono vantaggio, e contro chi, incoscientemente, giustifica questo malcostume affermando che gli italiani si rifiuterebbero di fare certi lavori, e scrive ciò per un giornale che fa opinione pubblica, motivo per cui dovrebbe andare cauto con certi articoli, ed invece ti ritrovi consigli su come evadere le tasse in grande stile e mortificazioni verso gli onesti lavoratori italiani.

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