ROBIN DELLE STELLE(capitolo 1)

Siamo agli albori del secolo diciottesimo. La goletta dondola inerte su acque innaturalmente pigre. L’ assenza di vento è totale.

Sul ponte, il capitano Robin Conrad si riempie i polmoni di quell’ aria dolce, piena di presagi. Anche l’ equipaggio è nervoso. Colpa della bonaccia, certo, ma anche di un pensiero fisso che li agita: l’ oro!

– “Preoccupato, eh, Capitano?”- è la voce del vecchio marinaio Jonah ad interrompere i pensieri di Robin; -“cattivo affare trasportare oro. una voglia pazza si ficca in testa agli uomini. Dovete stare attento, signore, molto attento! Stanno per succedere cose strane, a bordo”.

– “Lo so, Jonah!”- è la risposta laconica del capitano; -“so perchè…vedo i miei ufficiali Tress e Crawley discutere a voce troppo bassa, per esempio. So che stanno organizzando un ammutinamento. Ma so anche che mi temono.”-

Assenza di vento. Come uno specchio, il mare riflette il cielo…il colore del cielo, che sembra piombo fuso.

Anche il mozzo O’ Flagherty è teso.

-“Stai pensando, mozzo O’ Flagherty?” gli chiede il capitano.

-“Oh, signore, pensavo a questa strana calma, e guardavo il mare, è un mare strano, signore. sembra….gelatinoso”-

-“Mozzo O’ Flagherty, sto per darti un ordine”-

-“Si, signore”-

-“Mi hanno detto che sai suonare bene l’ armonica. Conosci la canzone del vecchio baleniere, mozzo?”-

-“si, signore”-

Ed il lamento dell’ armonica si leva, assieme alle voci sommesse dei marinai, che cantano del vecchio, capace di ferire a morte con il suo arpione la regina dei mari.

Ma questa specie di malinconica magia non può durare molto. Una fitta nebbia, come apparsa dal nulla, avvolge la goletta, come se la nave avesse urtato un muro fatto di foschia

-“Capitano!!!”- la voce di Tress, l’ ufficiale di bordo, rompe il silenzio. Robin Conrad capisce che è il momento: gli ammutinati hanno approfittato della nebbia, perchè non hanno il coraggio di guardarlo negli occhi

-“Voltatevi, Capitano!!!!”-

-“Eccomi, Tress!”- E si volta. Davanti a lui, Tress: Robin ne intuisce la sagoma, e capisce che, nella sua mano, è ben salda una pistola, puntata contro di lui. Ma ecco che, così come era apparsa, la nebbia scompare di colpo. I marinai sono sgomenti, dinanzi a questo fenomeno così inusuale.

-“Attenzione!!!!”- Dall’ albero di poppa, si leva il grido del marinaio di vedetta -“là, io vedo….sì, vedo…..UN BUCO NEL MARE!!!”-

Gigantesco, a poche miglia innanzi a loro, un gigantesco buco in mezzo all’ acqua

-“Vira!!!”- ordina perentorio Robin al timoniere

-“Il timone non risponde, capitano!!!”-

-“Gettate l’ ancora!!!”- Ma è un ordine inutile: il mare è troppo profondo.

D’ un tratto, gli ammutinati, pazzi di terrore, gli stessi che poco prima erano pronti ad uccidere il loro capitano, ora gli si stringono attorno:

-“Che facciamo, Capitano?”-

Solo un attimo di indecisione, per il capitano Robin, poi quell’ ordine: -“Chi vuole può abbandonare la nave”.

In tutta fretta i marinai calano le scialuppe in mare, e vi montano dentro.

-“E l’ oro, capitano?”- è ancora Tress, a porre questa domanda.

-“Visto che vi interessa, Tress, prendetevelo!”-

Famelici, scaricano tutto l’ oro contenuto nella stiva. Tress si affanna a dirigere in tutta fretta questa operazione, infine, chiede a Robin:

-“Voi….non venite, capitano?”-

-“No”- risponde secco.

Un buco nel mare, come una immensa bocca famelica. E la nave si avvicina sempre di più all’ orlo di quel baratro. E’ già il tramonto, Robin attende meditabondo la sua fine. Pensa al suo equipaggio, e ne prova pena, perchè sa che sono ricchi, ma morti: se invece dell’ oro avessero caricato viveri, avrebbero potuto raggiungere la terraferma, ma la fretta e l’ avidità li avevano accecati.

-“Signore!”. La voce alle sue spalle lo fa trasalire. pensava di esser rimasto solo. Si sbagliava. Il vecchio Jonah ed il mozzo O’ Flagherty sono dietro di lui: -“Siamo rimasti, capitano! La morte per fame e sete è molto peggio di quella che ci aspetta, vero?”-

-“E poi…un buon marinaio muore con la sua nave? vero, signore?”- Fa  quasi tenerezza O’ Flagherty, che, giovanissimo davanti alla morte, cerca di consolare se stesso ed i suoi compagni.

Ed arriva!! La luna è già sorta, quando la nave, fatalmente, arriva al precipizio in mezzo al mare. Una caduta verticale, come in un tunnel buio, infinito, in cui tutto il vuoto ed il silenzio dell’ ignoto fanno sentire la loro presenza. Una caduta lenta ed interminabile, come una foglia in autunno

 

Annunci