ROBIN DELLE STELLE(CAPITOLO 2)

 

A seguito dell’ incredibile caduta della loro goletta attraverso il buco nero apertosi in mezzo al mare, il capitano Robi, il vecchio marinaio Jonah ed il giovane mozzo O’Flagherty si ritrovarono incredibilmente vivi, con la nave spiaggiata e senza nessuna traccia di un qualsiasi corso d’ acqua nei dintorni, in un posto che niente aveva a che vedere con la terra a loeo conosciuta. Fu il mozzo O’ Flagherty a chiedere per primo il da farsi.

La maledizione del comando: quel dover prendere decisioni:

-“hai coraggio, mozzo O’ Flagherty?” chiese il capitano

-“Credo di si, signore”-

-“Allora ci armeremo ed andremo ad esplorare i dintorni. E’ cosi’ che si fa quando si sbarca…su un’ isola sconosciuta Tu, Jonah, resterai a guardia della nave, e comunque vada…buona fortuna”-

-“Sono pronto, signore”- disse O’ Flagherty -“non mi è ancora venuta paura”-

E sbarcarono. Avanzarono fra strane rocce, quasi accecati dai riflessi giallastri che si moltiplicavano all’ infinito, tessendo una fantastica ragnatela di luci.

-“credete che procedendo in questa direzione incontreremo il mare, capitano?”-

-“Credi che procedendo in questa direzione incontreremo qualcosa, mozzo?”-

Avanzano in quel paesaggio onirico, quando una voce alle loro spalle li fece portare istintivamente le mani alle armi:

-“Ehi voi!”- davanti a loro una donna bellissima -“Benvenuti, da tempo vago per questi luoghi desolati senza incontrare un solo essere umano. Perciò sono felice di vedervi. Mi chiamo Kai.”- La donna portava una sacca che incuriosì O’ Flagherty:

-“cosa porti in quella sacca, Kai?”-

-“Ah!, questo….. è una specie di porco selvatico che vive qui. cotto alla brace è squisito”-

Quella voce. Dolcissima come un organo che suona in sordina in un immenso salone dall’ eco inquietante: -“Si, sono felice….felice”-. Quella voce: una magia che ha incantato il mozzo O’ Flagherty:-“Voi non potete neppure immaginare quanto io sia felice!”

Quegli occhi. Gocce di un mare incredibilmente profondo. -“Si, sono felice. Peccato che siate in due! Peccato! Addio”-

Fece per andarsene, ma subito Robin la richiamò: -“Aspetta! Posso mandare il ragazzo sulla nave: sono il suo capitano!”-

-“E tu, mozzo? Ti lasceresti comandare così? Ti lasceresti?”-

Come alluccinato, il ragazzo estrasse la spada: -“No, no, NOOOO!!!”-

Robin ed il mozzo O’ Flagherty diedero inizio ad un duello cruento, mentre la donna li incitava: -“Bene, lottate!!! Lottate per me! Io sarò del vincitore!”-

Robin ci mise poco ad avere la meglio sul ragazzo. Ma, proprio mentre vibrava il fendente mortale, vide negli occhi del mozzo la sua espressione disperata, e di colpo rinsavì: -“Cosa stavo per fare, mio Dio?”-

-“ATTENTO!!!”- gli urlò il mozzo!!

Un guizzo, e Robin riesce ad evitare la rete mortale lanciatagli da Kiai! La donna, ora, non aveva più quella dolcezza ipnotica, ma solo una maschera di crudele ferocia: -“Maledetti!! Tu non lo hai ucciso, e lui ti ha avvisato in tempo!! Ma morirete lo stesso!! “-

Fulmineo, Robin estrasse un pugnale da dietro la cintola, e lo lanciò alla gola di Kiai!

-“Guardate, signore!”- gridò il ragazzo, -” si sta trasformando in un….in un..”- La voce del mozo O’ Flagherty fu spenta da conati di vomito. Del resto, non ci sono parle per descrivere certe mostruosità. Intanto la sacca di Kiai continuava a muoversi. I due compagni la aprirono: non conteneva affatto un porco selvatico, ma una specie di bambolotto vivente e parlante, che subito ringraziò i due marinai:

-“Grazie per avermi salvato la vita, signori terrestri. Certamente vi interessa sapere che l’ essere orribile che avete ucciso è un kiai: il più mostruoso animale intelligente di questo planetoide. I kiai sono capaci di metamorfosi incredibilmente seducenti…possono assumere le forme più affascinanti di ogni specie di razza….ed è così che quel kiai ha ingannato me ed il mio compagno Teng. Ci ha spinti a lottare ed io ho ucciso il povero Teng. Il kiai l’ ha divorato subito ed ha tenuto me, come scorta di cibo. Sono proprio crudeli, i kiai! Strano che voi abbiate saputo resistere ad i suoi poteri ipnotici…..finalmente i kiai hanno trovato qualcuno capace di mettere loro nel sacco……GIC! GIC! GIC!!!! Buona, questa!

Il coso è decisamente simpatico, ed il capitano Conrad gli racconta come è cominciato il loro incredibile viaggio in quel mondo sconosciuto e di come desiderassero solo tornare al loro mondo ed al loro mare!

-“Ho un grosso debito nei vostri confronti”- disse il bambolotto, -“e, parola mia, vi aiuterò! Ecco, nella sacca deve esserci il generatore di energia del povero Teng: lo darò a voi. Tenete!”-

-“ma….è un flauto!!”-

-“Chiamatelo come vi pare…l’ importante è imparare ad usarlo! Chiudendo alcuni buchi e soffiando, potrete volare con la vostra nave, avvolti in una grande bolla d’ aria protettiva. Ricorrendo ad altre combinazioni potete scendere nel mondo desiderato ed ottenere aria e protezione…nel caso che condizioni ambientali non consentano la vita dell’ uomo terrestre. Il generatore traduce all’ istante ogni idioma dell’ universo…..”-

Una spiegazione lunga e minuziosa che si può riassumere così: i toni gravi per salire, gli acuti per scendere, la scale per accellerare, la note medie per frenare. Ed altre combinazioni per un’ agile navigazione  nella complessa dimensione spaziale. -” Non è escluso che, a furia di tentativi, possiate un giorno tornare alla dimensione, galassia, epoca e sistema solare dai quali siete partiti. Naturalmente è solo questione di fortuna. Buon viaggio!”

Videro allontanarsi quell’ assurdo bambolotto che ha consegnato loro la bussola per intraprendere il più fantastico viaggio che uomini terrestri abbiano mai affrontato. Tornarono sulla nave, dove trovarono Jonah, ad attenderli: -“Allora, avete trovato qualcosa?”-

-“si, un flauto magico!”

-“Lo suono per partire, signore?”-

-” Sei tu l’ esperto in musica, mozzo”-

O’ Flagherty cominciò a suonare, il vecchi scafo gemette, scricchiolò, ed infine si alzò. Poi chese al capitano:-“permettete una domanda, capitano? Questo è come il mare, vero?”-

-“Si, mozzo. E’ come il mare!”-

(CONTINUA)

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ROBIN DELLE STELLE(capitolo 1)

Siamo agli albori del secolo diciottesimo. La goletta dondola inerte su acque innaturalmente pigre. L’ assenza di vento è totale.

Sul ponte, il capitano Robin Conrad si riempie i polmoni di quell’ aria dolce, piena di presagi. Anche l’ equipaggio è nervoso. Colpa della bonaccia, certo, ma anche di un pensiero fisso che li agita: l’ oro!

– “Preoccupato, eh, Capitano?”- è la voce del vecchio marinaio Jonah ad interrompere i pensieri di Robin; -“cattivo affare trasportare oro. una voglia pazza si ficca in testa agli uomini. Dovete stare attento, signore, molto attento! Stanno per succedere cose strane, a bordo”.

– “Lo so, Jonah!”- è la risposta laconica del capitano; -“so perchè…vedo i miei ufficiali Tress e Crawley discutere a voce troppo bassa, per esempio. So che stanno organizzando un ammutinamento. Ma so anche che mi temono.”-

Assenza di vento. Come uno specchio, il mare riflette il cielo…il colore del cielo, che sembra piombo fuso.

Anche il mozzo O’ Flagherty è teso.

-“Stai pensando, mozzo O’ Flagherty?” gli chiede il capitano.

-“Oh, signore, pensavo a questa strana calma, e guardavo il mare, è un mare strano, signore. sembra….gelatinoso”-

-“Mozzo O’ Flagherty, sto per darti un ordine”-

-“Si, signore”-

-“Mi hanno detto che sai suonare bene l’ armonica. Conosci la canzone del vecchio baleniere, mozzo?”-

-“si, signore”-

Ed il lamento dell’ armonica si leva, assieme alle voci sommesse dei marinai, che cantano del vecchio, capace di ferire a morte con il suo arpione la regina dei mari.

Ma questa specie di malinconica magia non può durare molto. Una fitta nebbia, come apparsa dal nulla, avvolge la goletta, come se la nave avesse urtato un muro fatto di foschia

-“Capitano!!!”- la voce di Tress, l’ ufficiale di bordo, rompe il silenzio. Robin Conrad capisce che è il momento: gli ammutinati hanno approfittato della nebbia, perchè non hanno il coraggio di guardarlo negli occhi

-“Voltatevi, Capitano!!!!”-

-“Eccomi, Tress!”- E si volta. Davanti a lui, Tress: Robin ne intuisce la sagoma, e capisce che, nella sua mano, è ben salda una pistola, puntata contro di lui. Ma ecco che, così come era apparsa, la nebbia scompare di colpo. I marinai sono sgomenti, dinanzi a questo fenomeno così inusuale.

-“Attenzione!!!!”- Dall’ albero di poppa, si leva il grido del marinaio di vedetta -“là, io vedo….sì, vedo…..UN BUCO NEL MARE!!!”-

Gigantesco, a poche miglia innanzi a loro, un gigantesco buco in mezzo all’ acqua

-“Vira!!!”- ordina perentorio Robin al timoniere

-“Il timone non risponde, capitano!!!”-

-“Gettate l’ ancora!!!”- Ma è un ordine inutile: il mare è troppo profondo.

D’ un tratto, gli ammutinati, pazzi di terrore, gli stessi che poco prima erano pronti ad uccidere il loro capitano, ora gli si stringono attorno:

-“Che facciamo, Capitano?”-

Solo un attimo di indecisione, per il capitano Robin, poi quell’ ordine: -“Chi vuole può abbandonare la nave”.

In tutta fretta i marinai calano le scialuppe in mare, e vi montano dentro.

-“E l’ oro, capitano?”- è ancora Tress, a porre questa domanda.

-“Visto che vi interessa, Tress, prendetevelo!”-

Famelici, scaricano tutto l’ oro contenuto nella stiva. Tress si affanna a dirigere in tutta fretta questa operazione, infine, chiede a Robin:

-“Voi….non venite, capitano?”-

-“No”- risponde secco.

Un buco nel mare, come una immensa bocca famelica. E la nave si avvicina sempre di più all’ orlo di quel baratro. E’ già il tramonto, Robin attende meditabondo la sua fine. Pensa al suo equipaggio, e ne prova pena, perchè sa che sono ricchi, ma morti: se invece dell’ oro avessero caricato viveri, avrebbero potuto raggiungere la terraferma, ma la fretta e l’ avidità li avevano accecati.

-“Signore!”. La voce alle sue spalle lo fa trasalire. pensava di esser rimasto solo. Si sbagliava. Il vecchio Jonah ed il mozzo O’ Flagherty sono dietro di lui: -“Siamo rimasti, capitano! La morte per fame e sete è molto peggio di quella che ci aspetta, vero?”-

-“E poi…un buon marinaio muore con la sua nave? vero, signore?”- Fa  quasi tenerezza O’ Flagherty, che, giovanissimo davanti alla morte, cerca di consolare se stesso ed i suoi compagni.

Ed arriva!! La luna è già sorta, quando la nave, fatalmente, arriva al precipizio in mezzo al mare. Una caduta verticale, come in un tunnel buio, infinito, in cui tutto il vuoto ed il silenzio dell’ ignoto fanno sentire la loro presenza. Una caduta lenta ed interminabile, come una foglia in autunno

 

MORTO UN’ I-PHONE SE NE FA N’ ARTRO

E’ na settimane che nun se parla artro de sto povero Steve Jobs che è schiattato!!! Pace all’ anima sua, per carità!!! Ma che ce frega se è morto??? More un sacco de gente ogni giorno!! Morono lavoratori sur posto de lavoro, e la cosa nun fa notizia!! More un capitalista der cazzo (perchè, in fin dei conti, questo era Steve Jobs, un capitalista come ce ne sò tanti, forse sfruttava l’ operai pure lui!) e ne fanno un santo, manco Padre Pio, e tutto er mondo che ripete la sua celebre frase dell’ essere affamati eccetera!! Vabbene, saremo affamati, sopratutto se ce continuano ad affamare quelli come lui, colle loro regole economiche!!!

Chi era Steve Jobs?? che ha fatto?? Ok, se ora sto usando un pc, lo devo anche a lui, ma nun glie devo dì “grazie”, perchè lui c’ ha guadagnato molti soldini!! E’ vero, quanno, negli anni 60, i suoi coetanei se drogavano e facevano i frikkettoni, lui se rinchiudeva in garage ed inventava computer!! Anvedi che forza!!!! Però a me i secchioni precisini nun me stanno più simpatici dei frikkettoni, anzi, preferisco gli hippies agli hiuppies!!

Insomma, dicemolo pure, n’ Eterno Riposo a Steve Jobs, però poi nun ce rompete più!!!

Fascio Nero.

ELEZIONI COMUNALI TRICASE

Dopo la crisi di maggioranza che ha determinato lo scioglimento della giunta comunale presieduta dall’ ex sindaco dott. Antonio Musarò, a Tricase è ormai tempo, per i gruppi politici, di far barricate per le prossime elezioni comunali, da svolgersi in primavera.

Fermo restando che è il secondo sindaco consecutivo che cade perchè sfiduciato dalla sua stessa maggioranza (accadde anche con l’ Ing. Coppola), il che denota e conferma il particolare tasso di immaturità, litigiosità e cucuzzarità dei cittadini tricasini in ambito politico; premesso che forse(ma senza forse!) stiamo meglio  con un commissariamento, in quanto almeno i servizi fondamentali e basilari dovrebbero essere garantiti (condizionale d’ obbligo anche in questo caso, data l’ inezia di certi impiegati comunali, come gli addetti alle relazioni col pubblico, che, andati in blocco in ferie per buona parte di settembre, hanno paralizzato un servizio) ; trapelano le prime indiscrezioni sulla prossima tornata elettorale.

Se alle ultime elezioni comunali siamo stati il paese col più alto numero di candidati al consiglio comunale della provincia, a questo giro, se ciò che si dice è vero, batteremo il record dei candidati a sindaco: quasi un candidato ogni 1000 abitanti, ossia la bellezza di 16(sedici!!!) candidati!!!

Va bene che il lavoro scarseggia, la crisi imperversa, e lo stipendio da sindaco, ma anche i bonus per i consiglieri, rappresenterebbero un bel gruzzolo, ma già mi immagino di vedere che cazzo di personaggi avremo fra i candidati!!!

Proviamo a fare un pò di toto-candidati, sempre basandoci sul “si dice”, almeno in questo primo momento.

Sicuramente ci riproverà Antonio Coppola, per il PD, che nei suoi due (anzi, uno e mezzo) precedenti mandati, non fece poi tanto male, a parte l’ acquisto dell’ ACAIT, che sicuramente rappresenta un simbolo delle lotte dei lavoratori a Tricase, nonchè una importante struttura. Gli va però addebitato il non aver saputo poi far fruttare questo importante (sopratutto per la cifra sborsata) aquisto, giacchè la struttura è rimasta tale e quale era: un immenso rudere, per giunta in una zona centrale del paese. Altra mossa che i cittadini di Tricase non hanno digerito bene, è stata la costruzione dei megamarciapiedi in corso Roma, che han ristretto la carreggiata, tolto parcheggi, e rendono difficoltose e pericolose le immissioni in e da strade laterali. Sulla ricostruzione di Piazza Capuccini, non sappiamo dire se sia stata fatta bene o male, giacchè le opinioni sono divergenti in maniera quasi equa. Bene ha fatto a riqualificarfe la zona 167.

Forse ci riproverà il sindaco uscente, probabilmente con una civica di centrodestra. Che dire di Antonio Musarò? Bravissima persona, ottimo professionista, ma, come politico ed amministratore, non ne ha azzeccate molte!!! Non ha mai avuto il controllo della sua maggioranza, non è riuscito a lasciare qualcosa di buono al paese. In compenso, ci ha piantato un bell’ albero di ulivo secolare su Piazza Capuccini: così, fra le “site” volute a suo tempo dall’ amministrazione Coppola, e l’ olio che ricaveremo non appena il suddetto olivo ridarà frutto, potremo risollevare l’ economia comunale!! Di Musarò sindaco ricorderemo sopratutto la visionaria idea del megaparcheggio sotterraneo al posto della scuola media D. Alighieri e la non meno stravagante promessa di un maestoso centro commerciale che, detto da lui, era già sicuro di aver portato in paese.

Altro sicuro candidato: Alfredo De Giuseppe, per SEL. De Giuseppe, noto imprenditore e raffinato esteta amante delle cose bizzarre, ha una carriera corta come politico. E’ stato l’ outsider delle ultime elezioni e, come consigliere, ha saputo attenersi benissimo ai dogmi della sinistra: criticare tutto e tutti (anche giustamente, per carità!) ma senza presentare un programma o delle proposte accettabili. Non ci compete scrivere della sua attività lavorativa, ma, siccome abbiam poco da dire su di lui come politico, scriviamo solamente che è il tipo che predica bene, ma razzola male: infatti non ci risulta che i suoi dipendenti abbiano mai parlato di lui come un datore di lavoro illuminato. Ma comunque, non mi pare giusto entrare nell’ ambito professionale, giacchè non lo si sta facendo nemmeno per gli altri.

Il probabile candidato del PDL dovrebbe essere Claudio Pispero: battagliero avvocato ed abituè di Palazzo Gallone, sia come consigliere, che come assessore.

Si dice ci sarà anche il signor Cito (cavolo, che figura di merda!!! non mi ricordo più il nome di battesimo :-P), dipendente comunale e nuovo volto della politica tricasina.

Altri papabili: Pino Greco e Carmine Zocco.

Questi sono i nomi che, stando alla tradizione politica tricasina degli ultimi cinque anni, potrebbero presentarsi per il posto di sindaco. Ma gli altri dieci? Chi potrebbero essere? Francamente, non mi viene in mente nessuno, o meglio, qualcuno ci sarebbe, ma, dato che già si era bruciato in precedenti elezioni, difficilmente ci riproverà. Per forza, dunque, saranno volti nuovi.

Che dire? A Monza si è candidata a Sindaco la pornostar Milly D’ Abbraccio. Per fortuna a noi ci sarà risparmiata almeno una cosa del genere. Speriamo, comunque, di avere fra i candidati a Sindaco ed a Consigliere, qualche bella gnocca con un bel decolletè in mostra, tipo quello esibito dalla Nicolardi sui manifesti e sui santini elettorali che le han fatto pubblicità nelle scorse elezioni,ed……auguri (a chi non si candiderà!!!)

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QUI SARDEGNA

La Crisi è quel fenomeno per cui un 1% della popolazione si arricchisce a discapito del restante 99%.
E’ un fenomeno promosso dal Capitalismo: ossia quel Sistema che fa si che l’Economia manovri la Politica per ottenere leggi che tengano conto tanto della Pecunia e delle Merci, quanto poco dell’Uomo.

Detta così sembra una cosa astratta…
In realtà, basta guardare a poca distanza da noi per individuare chi sono gli squali che fanno parte dell’1%.

In Sardegna si riconoscono gli squali facilmente quando c’è di mezzo (una) Pinna.

“Lactitalia srl è una società di diritto romeno(…) costituita al 100 per cento da investitori italiani che, così come riportato dal sito internet www.lactitalia.ro, è specializzata in allevamento di bovini da latte, ovini e caprini e produce una grande varietà di prodotti di tradizione italiana col latte romeno. I formaggi sono venduti con marchi che richiamano il made in Italy, quali toscanella, dolce vita, mozzarella e pecorino;

sempre secondo il sito internet della società Lactitalia srl i prodotti finiti sono commercializzati verso gli USA, l’Unione europea e, da ultima, la Romania;

da notizie riportate dalla stampa si apprende che dai registri della camera di commercio di Bucarest la società Lactitalia srl risulta posseduta al 29,5 (…) dal Ministero dello sviluppo economico e al 70,5 per cento dalla Roinvest, con sede a Sassari, con amministratori, tra gli altri, Andrea Pinna, vicepresidente del consorzio di tutela del pecorino romano e Pierluigi Pinna, consigliere dell’organismo di controllo dei formaggi pecorino Roma, sardo e fiore sardo DOP, organismi la cui mission dovrebbe essere la promozione del vero pecorino e la lotta alla concorrenza sleale e alle contraffazioni;

secondo la Coldiretti la presenza di prodotti di imitazione del pecorino sui mercati internazionali è la principale ragione del calo del 10 per cento delle esportazioni dei formaggi di pecora made in Italy con la quale viene motivata una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori in Sardegna dove un litro di latte viene pagato solo 60 centesimi, 25 per cento in meno rispetto a due anni fa;

nel corso della manifestazione degli allevatori organizzata dalla Coldiretti a Roma il 6 settembre 2010, per discutere il problema del prezzo eccessivamente basso del latte al produttore e per denunciare casi di concorrenza sleale quali quello della Lactitalia si è svolto un incontro per discutere della questione al quale non hanno partecipato né il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, né il presidente della regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

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IL GUGE GONJI

In generale, esistono tre modi per fermare un avversario che avanza verso di voi:

1. potete sconfiggerlo utilizzando rapidità, potenza e strategia tattica, senza cercare di colpire i bersagli principali presenti sul suo corpo.

2. potete metterlo al tappeto o neutralizzarlo con attacchi sferrati contro il suo sistema nervoso centrale (SNC) o il suo sistema nervoso periferico (SNP).

3. potete mettere fuori uso le sue capacità motorie danneggiando la sua struttura anatomica, rendendolo pertanto incapace di compiere movimenti normali. (QUESTO E’ IL GUGE GONJI).

 

DIARIO ONIRICO

Un ticchettio

lontano un senso di inquietudine

e stanchezza, e rabbia

e tanta insicurezza

rinchiuse nelle vie tenebrose

di una mente affannata

che cerca invano un’ unione.

Che lei sia un’ amica o un’ infame

non avrò comunque

le armi per affrontarla.

Se anche sarà una bastarda

non fa paura

aspettando soltanto un libero accesso

per poter sconfigger me stesso.

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