LE CATENE DELL’ IGNORANZA DURE A MORIRE.

Il 10 settembre scorso a Roma, moriva paola Caputo, studentessa 24enne di Guagnano, durante la pratica dello “shibari“, una variante sessuale riconducibile al sadomasochismo. La giovane, al momento della tragedia, si accingeva a compiere questo atto con un’ amica e con Soter Mulè, ingegnere 42enne, che è stato accusato di omicidio colposo(per ora) e di lesioni nei confronti dell’ altra ragazza(anche lei vittima di un malore, per fortuna con comseguenze non nefaste). Nell’ ambiente degli appassionati shibari, Mulè era considerato un esperto nel praticare i nodi, che sono alla base di questa pratica sessuale, nonchè era considerato in grado di prestare soccorso in caso di incidenti. Anche se le televisioni ci hanno propinato ampiamente il fatto, ricordiamo brevemente che nello shibari il “conducente” appende il, o i, partner ad una trave legandolo con delle corde, alcuni dicono fino al collo, altri asseriscono che il collo vada lasciato libero. Ad ogni modo, Paola è morta soffocata, e Mulè è ai domiciliari. Due giorni fa, è arrivata ai genitori di Paola una lettera di Mulè, in cui, probabilmente, l’ ingegnere avrebbe chiesto perdono(tra l’ altro, considerata l’ amicizia che univa Soter a Paola, i genitori di quest’ ultima lo conoscevano personalmente). I due coniugi hanno rispedito la lettera al mittente senza neanche leggerla.

Tutto il paese di Guagnano, nel momento della tragedia, si è stretto intorno alla famiglia della sfortunata ragazza, famiglia che, insieme al parroco del paese, ha subito cercato di “mondare” l’ immagine post-mortem di Paola, ricordandola come una ragazza allegra, dolce, disponibile, addirittura faceva la catechista in parrocchia. Però, notava il parroco, da quando si era trasferita a Roma, come un velo di tristezza offuscava il suo sguardo, a tradire il disagio che la ragazza provava per essere finita in un giro di “pervertiti” che l’ ha spinta alla lussuria più sfrenata, magari anche drogandola.

Ci risiamo!!! Il solito meccanismo di difesa che scatta in tutti noi, quando non vogliamo ammettere i “difetti” di un nostro congiunto, addossando il ruolo di untori alle “cattive compagnie”. Ma, al di là del comprensibile dolore per la perdita di una figlia, al di là anche della comprensibile (ma ingiusta) vergogna che si può provare sapendo come i paesanotti avranno bisbigliato su quella doppia vita di Paola, una ragazza semplice, umile, allegra e cattolica praticante, non può avere dei gusti per dei particolari giochi sessuali? perchè ciò deve sembrarci strano e deve scandalizzarci? Perchè si vuol cercare nel povero Mulè(che starà passando le pene dell’ inferno, ed a cui non andrebbe addossato neanche l’ omicidio colposo, in quanto è stata solo una fatale disgrazia, e Paola era consenziente) il capro espiatorio? L’ incarnazione del male? Forse perchè in realtà si vuol cercare la perversione nella città giunglesca e perversa(che sicuramente non è un calderone di umanità e buoni valori, d’ accordo!) e non si vuole ammettere che, se Paola è stata uccisa materialmente dalle corde con cui giocava, moralmente si sarà sentita frustrata dallo squallore del paesino che la teneva incatenata al suo moralismo da oratorio. Probabilmente, solo a Roma, potendo vivere appieno la sua sessualità Paola si sarà sentita libera da quell’ ipocrita oppressione. Ipocrita, si!!! La stessa ipocrisia di chi sarà andato a dare le condoglianze alla famiglia, per poi lasciarsi sfuggire i soliti commenti preconfezionati: “A sapere ce cumbinava a Roma!” “Paria na Vagnona tantu garbata!” “a quai facia la santa e a dai la zoccula!”. Chissà quante volte, i paesani di Paola stretti a lutto, avranno ripetuto queste o simili frasi. Perchè possiamo batterci il petto finchè vogliamo, ma è e sarà così: una ragazza emancipata è una troia, un uomo, anche sposato, che ha altre amanti, è un playboy.

m78dablogger

SU BRUCE LEE

Non amo parlare o scrivere di Bruce Lee, non perchè egli non sia stato forse il più grande innovatore nelle arti marziali, ma per non cadere nel “già visto, già detto”. Tuttavia, Bruce Lee ci ha lasciato un patrimonio di tecniche marziali, che non sono solo acrobazie e capriole, ma anche movimenti e tecniche semplici ed essenziali: pura difesa personale, senza fronzoli, e sarebbe un peccato non trattarne una seppur minima parte. Lo stesso Lee rinunciò a pubblicare dei libri sull’ autodifesa quendo seppe che insegnanti di arti marziali usavano il suo nome per farsi pubblicità. Era comune sentire commenti tipo :“ho fatto lezione a Bruce Lee”“Bruce Lee mi ha insegnato il jeet kune do”. E magari Bruce non li aveva mai visti, nè sentiti.

Non voleva che la gente usasse il suo nome per farsi pubblicità o promuovere la propria scuola in modo fraudolento. Non desiderava che attraessero allievi in questo modo, specie fra i giovani. Ma dopo la sua morte, la vedova, Linda, avvertì che Bruce aveva contribuito così tanto al mondo delle arti marziali che sarebbe stata una grave perdita se la sua conoscenza fosse morta con lui. Sebbene un blog non possa prendere affatto il posto di veri insegnamenti, accrescerà in chi si sta dedicando alle arti marziali, lo stimolo a sviluppare le proprie capacità in combattimento.

Se volete venire a visitarci dal vivo, siamo a Tricase, Salento Capo Leuca – free runners, trekkers & fighters.

per contatti, siamo anche su fb: https://www.facebook.com/groups/120345334713516/?ref=ts

 

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Ascolta con me la notte farsi muta

come un lutto sul cielo piatto

l’ aria non ha neanche più quella dolcezza

da noi così spesso sognata;

la sua carezza somiglia ad incorporee catene

sui nostri corpi allacciati.

ti guardo come tu mi guardi

quando mi ami;

e nei tuoi occhi che guardano il mondo,

vedo raccogliersi l’ ombra delle minacce,

vedo cercar rifugio le anime braccate

la notte resta così silenziosa!

senz’ altro si compiace di contemplare

i tuoi occhi da cui sgorgano

tutte le parole che le nostre labbra non hanno più

diritto di pronunciare.

 

QUANNO LEI C’ HA ER PRURITO

Avete visto la nuova pubblicità della vagisil, a crema per le parti intime? diteme si nun è un chiaro esempio de pubblicità pornografica!!! Ce stanno la mamma e la fija a fa er riposino sopra er lettone, quando la fija(na regazzina bellina, sui diciotto-vent’ anni) dice alla mamma:

” Mamma, a vorte tengo un fastidioso prurito….. proprio lì!!!!”

Al chè la mamma tira fori la pomatina….. macchè pomatina, signò!!!!! Te lo sai che se a tu fija je prude, vuor dire che è arrivato er momento de trovarle un fidanzato che gliela gratti!!!!

Fascio Nero

IMMIGRAZIONE E BUONISMO: DAL DITO AL BRACCIO

Noi italiani in generale, e noi salentini in particolare, conosciamo bene cos’ è l’ emigrazione. Lo sappiamo per averla vissuta, magari direttamente, essendo stati costretti, nella vita, ad abbandonare la nostra terra natia per cercare condizioni di lavoro migliori. E non importa se non ci siamo spostati in un’ altra nazione, ma solo in una diversa città italiana: chi ci ha provato, sa che l’ Italia non è una nazione omogenea, e bastano poche centinaia di chilometri per sentirsi stranieri, e per tornare a pensare a questo lembo di terra, a cui la natura ha voluto concedere un clima dolce ed a misura d’ uomo, ma a dove  i suoi abitanti non sono ancora riusciti a creare le condizioni per cui tutti i nati qui possano vivere decentemente del loro lavoro. Peggio di noi se la dovettero passare i nostri padri e nonni, che, con la valigia di cartone, partivano alla Svizzera, per fare i lavori che gli svizzeri non facevano più. Per questo motivo non si addice ai salentini l’ etichetta di “inospitali” o “razzisti”: in questa terra, parafrasando don Tonino Bello, nessuno è straniero, prova ne sono le centinaia e migliaia di albanesi, marocchini, rumeni e quant’ altri si sono perfettamente integrati ai nostri costumi, tanto che i loro figli già non vogliono più saperne della loro terra atavica, sentendosi salentini, e di conseguenza italiani, al 100%; in altre regioni, seppur più ricche economicamente, tale integrazione non si verifica così totalmente.

Eppure, chiunque, anche i più garantisti fra di noi, si sentirebbero presi in giro e traditi, di fronte a fatti come quello che sto per raccontare. Del resto, anche i lampedusani, che tanta pazienza e solidarietà hanno avuto in questi mesi verso i maghrebini che attraversavano in barconi di fortuna il mediterraneo, ieri han perso definitivamente le staffe,  di fronte all’ arroganza di questa gente che, dopo essere approdata senza invito su quell’ isola, dopo aver ricevuto ospitalità ed accoglienza ed, a volte, essersi vista salvare la vita, ha pensato bene di dare alle fiamme il centro di accoglienza ed ingaggiare una guerriglia urbana con forze dell’ ordine e lampedusani stessi. Perchè, inutile nascondersi dietro l’ ipocrisia buonista, questi clandestini non sono gli afghani impauriti che scappano dalle vendette talebane, nè sono i cinesi laboriosi e o gli umili marocchini che arrivarono qui verso gli anni 80 e percorrevano le nostre strade con un carretto gridando tapì! No! Costoro arrivano, pretendono e, forti dei “diritti” riconosciuti loro dall’ insulsa democrazia europea, diritti che conoscono bene, si dichiarano rifugiati politici, spesso senza esserlo veramente.

Proprio di alcuni cosiddetti rifugiati politici vuol parlare questo articolo. Ecco i fatti:

Sulla strada che collega Depressa(frazione di Tricase) e Castiglione(frazione di Andrano), si nota una splendida struttura, un agriturismo di categoria superiore, di cui non è necessario fare il nome, giacchè chi conosce questa strada, lo avrà notato certamente. Un agriturismo  di lusso, dicevamo, che però, forse a causa della scarsa o nulla competenza dei proprietari in materia di ristorazione ed accoglienza turistica, non è mai riuscito a decollare ed ad avere il posto di rilievo, che meriterebbe, nel panorama turistico salentino. E’ per questo che  la direzione dell’ azienda, a seguito della recente emergenza clandestini, ha deciso di riconvertire la sua struttura a centro di accoglienza per rifugiati politici, sovvenzionata dall’ Unione Europea. Ora ospita poco meno di un centinaio di presunti rifugiati politici, prevalentemente provenienti da nazioni dell’ Africa subsahariana.

Il mese scorso, però, gli ospiti di questa struttura hanno scatenato una protesta, ed a dargli manforte sono intervenuti diversi circoli anarchici della provincia. Tale situazione è culminata con un tentativo di aggressione al parroco di Castiglione, reo di aver tolto uno striscione appeso davanti alla sua canonica, che gli impediva di uscir di casa, ed una richiesta di pubbliche scuse al sindaco di Andrano, “reo” di aver preso le difese del parroco ed aver giudicato poco rispettoso il comportamento di questi immigrati e dei loro amici. Abbiamo perciò voluto raccogliere qualche testimonianza, da gente del posto, su quale sia effettivamente l’ impatto dei clandestini(perchè, finchè lo status di rifugiati politici non viene riconosciuto, sempre di clandestini parliamo), ed abbiamo voluto noi stessi sbirciare nel posto dove questi uomini sono ospitati.

Va subito detto che gli ospiti dell’agriturismo di Castiglione non hanno le restrizioni cui sono sottoposti gli immigrati irregolari ospitati nei centri di accoglienza di Manduria, come di altre città d’ Italia: essi possono entrare ed uscire dalla struttura liberamente, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Nella villa che li ospita, godono di vitto eccellente, come eccellenti sono le stanze in cui dormono, e non occorre faticare molto a rendersene conto, giacchè trattasi di struttura destinata all’ accoglienza turistica. Oltre al vitto, all’alloggio ed al vestiario, tutti hanno un telefonino(non abbiamo appurato se fornito dalle istituzioni o dalla generosità di alcuni cittadini) e tutti hanno diritto ad una ricarica(anche in questo caso, non sappiamo quanto) telefonica giornaliera. Hanno diritto ad una “paghetta” di sette euro al giorno ma, il budget stanziato per loro, fra vitto, telefono, vestiario ed altro, è di 40 euro al giorno(quanto guadagna un operaio da queste parti, negli ultimi tempi). Proprio sulla gestione di queste risorse si basava la loro protesta del mese scorso: essi asserivano che i soldi, i vestiti e le ricariche telefoniche stanziati per loro, se li dovrebbero gestire da sè medesimi, mentre attualmente è il direttore della struttura a distribuire equamente quel che arriva per loro. Affermavano inoltre che da diverso tempo non ricevevano contanti nè ricariche telefoniche. Ma il problema è che i finanziamenti ed i beni, che, lo ricordiamo, sono stanziati dalla Unione Europea, tardano ad arrivare, tanto che la direzione dell’ agriturismo non riesce più a far fronte alle spese per il mantenimento di questi soggetti. Ecco alcune dichiarazioni di cittadini di Andrano e Castiglione(i nomi sono di fantasia, per tutelare l’ identità e la privacy degli intervistati che, al momento in cui mi fecero queste confidenze, non sapevano che quel che mi avrebbero detto sarebbe finito su un blog).

Barbara, di Andrano, è una volontaria dell’ associazione “Infanzia ed Anziani”. Ecco ciò che dichiara:

Noi dell’ associazione ci siamo impegnati fin da subito a far avere a questi ragazzi abiti e generi alimentari ed a farli sentire ben accolti dalla comunità. Io disapprovo le recenti dichiarazioni del parroco di Castiglione e del Sindaco, tuttavia, c’ è un episodio che ha lasciato basita anche me: avevamo organizzato una raccolta di indumenti usati, e noi stesse li avevamo portati presso la struttura di Castiglione affinchè venissero consegnati ai rifugiati, cosa fatta davanti ai nostri occhi dal responsabile della struttura. Ci sono rimasta male quando, dopo aver preso alcuni capi firmati, gli indumenti ci son stati restituiti indietro, con la motivazione che loro non volevano affatto vestire abiti smessi ed usati”

Chiedo alla signora se, magari non avessero ragione a rifiutarli. Magari erano abiti logori, usurati o fuori misura. Mi risponde:

No, sono anni che, tra le altre iniziative, raccogliamo abiti usati, e sappiamo bene che, alcuni, tiran via persino i bottoni dalle giacche logore, prima di metterle nei sacchi. Si fa sempre una selezione, scartando i vestiti che sono visibilmente usurati. In questo caso, poi, abbiamo aperto ancora meglio gli occhi, dato che i destinatari della nostra raccolta avremmo potuto vederli in faccia e dato anche che si tratta di giovani maschi, quindi abbiamo scelto vestiti che potessero essere adatti a ragazzi giovani, e credimi, ce n’ erano tanti, di ogni misura, alcuni di marca, molti no, ma tutti in ottime condizioni.”

Ecco cosa ci dice invece Irene, cameriera in un locale della vicina marina:

Era una serata di agosto. Quella notte, nel locale dove lavoro, suonavano alcuni dj, musica drum’n bass (un genere di musica dance simile alla techno). Io ero fuori, stavo facendo una piccola pausa per fumare una sigaretta, quando vedo arrivare una ragazza che da anni vive ad Andrano, pur essendo bresciana, accompagnata da tre ragazzi di colore. Notai subito che i tre non parlavano italiano, ma comunicavano in inglese con la mia conoscente. Vestivano tutti e tre in perfetto stile da rappers, con cappellino, scarpe da ginnastica e  gli abiti che indossavano, tutti di marca: Nike, Adidas, per capirci. Abiti che devono costare un bel pò. Notai anche la bottiglia che tenevano in mano e che si passavano fra loro: Amaretto diSaronno. A prima vista, chiunque li avrebbe presi per turisti, che so, americani o inglesi, o magari, come pensai io, per calciatori di qualche squadra del posto. Capii che erano i ragazzi ospitati nell’ agriturismo di Castiglione solo quando la ragazza che era con loro, dopo avermi salutata e chiaccherato un pò con me, chiese al mio datore di lavoro se poteva far entrare i tre ragazzi neri senza applicare la consumazione obbligatoria,  perchè erano rifugiati politici e non avevano soldi per entrare a ballare. Un pò controvoglia, devo dire, anche se capisco perchè, lui ha accettato. Poi la ragazza ha cercato di presentarmeli, ma io non gli ho dato la mano ed ho fatto cenno col capo di no”

Io: “Perchè non hai accettato di farteli presentare? In fondo non li avresti più rivisti, e non ti costava molto essere cortese, sopratutto tu che, per come ti conosco io, non sei affatto razzista”

Irene: “No, non sono razzista, e sono di idee di sinistra, ma mi è sembrato  che questi ragazzi, si siano in qualche modo approfittati della situazione. In fondo, avevano una bottiglia di Disaronno in mano, e con quel che costa il Disaronno, potevano benissimo pagarsi una consumazione tutti e tre, anzi tutti e quattro, contando la loro amica, e gli rimanevano pure soldi! E poi non mi piaceva come mi guardavano, c’ era un nonsocchè di ostilità nei loro sguardi, ma forse è una mia impressione dettata dal pregiudizio, anche se, ripeto, penso di essere una persona molto tollerante”

Io: “E perchè ti ha fatto strano che avessero degli abiti firmati?”

Irene: “A me non importa se vestono firmato, anzi, son contenta per loro, anche se io, per scelta, boicotto gli abiti di marca. Però, essendo clandestini, rifugiati politici senza soldi nè lavoro, non mi aspettavo di vederli con abiti così costosi. Ma non c’ entra questo. Quei vestiti saltavano comunque all’ occhio, non puoi evitare di notare dei bei vestiti di marca”

Questa invece la testimonianza di Marco, di Castiglione:

“Io sono abbastanza in confidenza con il proprietario dell’ agriturismo che ospita gli immigrati, per cui conosco dei particolari che altri non notano. Ad esempio so che, poco dopo il loro arrivo, degli agricoltori,  proprietari di una grande azienda agricola, si recarono in questa masseria, e chiesero loro se qualcuno volesse lavorare nella loro azienda per la raccolta dei pomodori, con una regolare assunzione. Nessuno di loro ha accettato!! Quasi tutti gironzolano in paese, e molti castiglionesi danno loro vestiti e gli fanno dei piccoli regali. Ce n’ è uno in particolare, un pensionato statale, particolarmente generoso con loro. Io non voglio dire niente di che, però ho la netta impressione che questi neri si approfittino del buon cuore dell’ anziano: gli chiedono palesemente di comprar loro abiti e telefonini. Proprio l’ altro giorno, ero al negozio UniEuro, e vidi il pensionato con uno di questi immigrati, mentre pagava alla cassa un i-Phone di ultima generazione, in mano al ragazzo.”

Infine, ecco cosa dichiara Romina:

” Questi ragazzi che sono ospitati a Castiglione sono un’ altra cosa, rispetto ai clandestini tunisini. Loro vengono da paesi come Zaire, Ruanda, dove ci sono al governo delle dittature. Nel loro paese erano avvocati, ingegneri, gente di cultura, e facevano politica di opposizione ai loro governi. Ecco perchè sono stati costretti a scappare. Conoscono perfettamente i diritti dei rifugiati politici, e sanno come comportarsi per ottenerli. Io penso che facciano benissimo a protestare per i loro diritti. Se una cosa gli spetta, è giusto che se la prendano! Con noi residenti non hanno mai avuto problemi, sono gentili ed affabili, e la gente fa volentieri loro del bene.  Io ho trovato l’ amore con uno di loro, e sto benissimo con lui, è un ragazzo gentile, premuroso, tutte qualità che mancano agli italiani.”

Prendiamo sul serio anche questa ultima testimonianza, anche se ci viene da essere maliziosi: la ragazza in questione, infatti, è tutt’ altro che bellissima, probabile che non abbia avuto molti fidanzati, prima del fortunato africano. Quanto a quest’ ultimo, viene da essere ancora più maliziosi: non si sa mai che ci scappi un matrimonio, magari forzato da un’ “accidentale” gravidanza, e con il matrimonio arrivi la tanto agognata cittadinanza italiana!! Bhò, meglio non dirlo troppo in giro, altrimenti rischiamo di passare per malelingue!!

m78dablogger

PUGLIA DISCARICA DI NAPOLI?

A volte può succedere che società per azioni e camorra vadano a braccetto. Niente di strano, a pensarci bene: entrambe perseguono il profitto ad ogni costo, entrambe, per ottenerlo, non esitano a lasciarsi dietro cadaveri, famiglie al lastrico nè distruzione di territori. Può succedere che, ciò che è palesemente un abuso ed un’ illegalità, passi avanti perchè la gran parte delle procure italiane è impegnata ad andar dietro alle puttane di Berlusconi, dando peraltro a quest’ ultimo un alibi per il suo malgoverno. Può succedere, ed è successo, che la Puglia diventi un centro di stoccaggio per rifiuti: dopo i rifiuti umani portatici da Lampedusa, ritornano i rifiuti materiali, in arrivo dalla Campania. E mentre i napoletani bruciano monnezza per le strade, mandano in trincea le loro donne ed i loro bambini, mentre i papà vanno allo stadio a guardar Cavani, i cittadini di Statte si fanno carico dei loro rifiuti (non certo per loro scelta).

Ma vediamo nel dattagli la situazione.

Nel mese di dicembre scorso, per fronteggiare l’ emergenza rifiuti in Campania, la Regione Puglia si era resa disponibile ad accogliere parte dei rifiuti che i campani non vogliono più, mettendo a disposizione tre discariche della provincia di Taranto per accogliere 45000 tonnellate di rifiuti(non umani) campani. 500 tonnellate al giorno per tre mesi belle discariche Italcave, Vergine ed Ecolevante: questo il piano. I rifiuti dovevano essere imballati in modo tale da evitare qualsiasi perdita di sostanze tossiche e ridurre al minimo l’ impatto ambientale: questo il patto.

I funzionari della Regione si accorsero però che nella discarica Italcave arrivavano anche rifiuti al di fuori di ogni controllo, sempre provenienti dall’ impianto Sfir, nel napoletano. Va ricordato il gioco che ha la camorra nell’ affare dei rifiuti: l’ organizzazione malavitosa si occupa infatti dello stoccaggio e della conseguente sparizione di rifiuti speciali, che andrebbero smaltiti con un iter differente dai rifiuti comuni, iter che costerebbe, alle aziende che producono questi rifiuti, un bel pò di quattrini. Ecco perchè è più conveniente pagare i camion della camorra perchè se ne occupino loro. Da indagini svolte sinora, si è appurato che i rifiuti gestiti dai clan, venivano stoccati pelroppiù in cave molisane, abruzzesi e lucane. Ma, dalle notizie che trapelano da Statte, vien da pensare che anche l’ erea ionica tarantina stia diventando discarica camorrista.

Il 31 maggio, ad ogni modo, il Tar del Lazio riconobbe il veto posto dalla regione Puglia all’ ulteriore conferimento di rifiuti dalla Campania, conferimento che venne dunque sospeso. Ma la società Italcave SpA ricorse al consiglio di stato, che, incredibilmente, sospese il provvedimento del Tar. Intanto il decreto sull’ emergenza rifiuti è scaduto, e l’ effetto di ciò è che i rifiuti solidi possono essere trasferiti fuori regione assieme ai rifiuti speciali, senza più alcun vincolo. La società Italcave, in nome della libertà di impresa, si dichiara disponibile ad accogliere 180mila tonnellate di rifiuti campani, a froonte delle 45mila concordate dalla Regione. Il Consiglio di Stato si riunirà per la discussione definitiva riguardo al ricorso di Italcave solo il 6 dicembre. C’ è pertanto tutto il tempo per ricevere le 180 mila tonnellate di monnezza campana, ed è facile prevedere che, se non interverrà direttamente il governo regionale, questo sporco affare si concluderà nel solito modo: i rifiuti arriveranno, le tasche degli alti dirigenti di Italcave Spa si riempiranno di denaro contante(rigorosamente esentasse, in quanto passato certamente sottobanco, come accade per le tangenti); forse i cittadini di Statte protesteranno, ed allora i papaveri di Italcave ricorreranno al solito ricatto dei posti di lavoro che sparirebbero senza i rifiuti napoletani(posti di lavoro che spariranno comunque alla fine dell’ affare). Forse, fra qualche mese, ci saranno inchieste, qualche rinvio a giudizio, ma con le dovute bustarelle, tutto finirà in una bolla di sapone. E dei rifiuti sepolti nella grotte di Italcave, ne riparleremo fra qualche anno, quando nell’ area si registrerà un “anomalo incremento degli ammalati di tumori e leucemie“, parole che ormai abbiamo imparato a leggere e sentire quando si parla della salute degli sfortunati abitanti residenti in aree particolarmente inquinate. Intanto Cavani fa tre gol al Milan, e Berlusconi, si dice, si sia scopato pure Belen Rodriguez. AZZ!!!!

SALENTO CAPO LEUCA- il karate

Il karate è uno stile di combattimento praticato perloppiù a mani nude, tipico dell’ arcipelago delle isole Ryu Kiu, delle quali  la più grande è Okinawa.  Principale caratteristica di questo tipo di combattimento è quella di utilizzare quasi tutte le parti del corpo per infliggere dei colpi o per parare quelli dell’ avversario.

si tratta di una disciplina affascinanta e complessa, come una gemma dalle molte facce, che si adatta alle esigenze di chi la pratica e che può essere, di volta in volta: sistema di autodifesa, filosofia di vita, sport agonistico ed altro ancora, o tutto questo insieme.

la storia classica del karate si apre sempre con un’ introduzione riguardo ai suoi antecedenti cinesi. Uno dei primi ad adottare questa versione fu il grande maestro Funakoshi che, dimostrando la propria arte in Giappone, cercava di farne risaltare il legame con la filosofia zen. Ecco allora la storia di _Bodhidarma(cin., Ta Mao, giap. Daruma Taishi) patriarca del buddhiamo indiano, giunto in Cina per predicare il suo credo, e fomdatore della corrente Zen. Al monastero dove egli giunse, shaolin o “la giovane foresta”, avendo notato che i giovani erano debilitati fisicamente, li avrebbe allenati secondo le tecniche della casta guerriera indiana a cui egli, come anche il Buddha Sakiamuni, apparteneva.

In realtà il kung fu di shaolin o shaolin ssu, leggendario metodo di combattimento cinese, sarebbe nato in quel luogo, in seguito agli studi di generazioni, alcuni secoli dopo Bodhidarma, a cui si può attribuire tuttalpiù una serie di esercizi ginnici chiamati i chin ching, ma i due nomi sono strettamente legati al monastero di shaolin. (CONTINUA)

m78dablogger

ASD Salento Capo Leuca – free runners, trekkers and fighters——visite guidate, trekking, escursioni in mountain bike, corsa acrobatica (parkour), guge gonji (difesa personale) e street fight (lotta da strada), massaggi benessere e relax, studi olistici. sede in Tricase(Le). infotel 3295974717. anche su facebook.